Con la finestra dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026 si chiude definitivamente il percorso di iscrizione obbligatoria al RENTRI. Per i produttori di rifiuti pericolosi ancora non registrati si tratta di un passaggio ineludibile e urgente, fondamentale per garantire continuità nelle attività e conformità normativa
Il percorso di avvio del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti sta entrando nella sua fase più delicata. Con l’inizio dell’ultimo scaglione RENTRI, fissato tra 15 dicembre 2025 e 13 febbraio 2026, tutte le imprese ancora escluse dalle precedenti fasi dovranno completare l’iscrizione per non incorrere in sanzioni e blocchi operativi.
Si tratta dell’ultimo segmento di una transizione che ridefinirà in modo strutturale la gestione dei rifiuti a livello nazionale e richiede, in questo momento, la massima attenzione.
Le tre fasi di iscrizione previste dal legislatore
Il processo di adesione al RENTRI era stato suddiviso in tre scaglioni distinti, pensati per distribuire gli adempimenti nel tempo e permettere agli operatori di adeguarsi gradualmente.
Il primo scaglione, attivo dal 15 dicembre 2024 al 13 febbraio 2025, ha coinvolto gestori di impianti, trasportatori, intermediari/commercianti senza detenzione e produttori con più di 50 dipendenti, per rifiuti sia pericolosi sia non pericolosi.
Il secondo scaglione, attivo dal 15 giugno 2025 al 14 agosto 2025, ha riguardato i produttori con più di 10 dipendenti, obbligati anch’essi all’iscrizione indipendentemente dalla tipologia di rifiuto generato.
Con l’avvio dell’ultimo scaglione RENTRI, il perimetro dell’adempimento si chiude definitivamente, coinvolgendo tutti gli operatori rimasti.
Chi deve iscriversi nell’ultimo scaglione RENTRI
L’ultimo scaglione RENTRI, valido dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026, interessa tutti i produttori di rifiuti pericolosi che non rientravano nei precedenti scaglioni. Si tratta in particolare delle imprese con meno di 10 dipendenti che generano rifiuti pericolosi anche in quantità limitate.
Per queste realtà, l’iscrizione al registro non è più rinviabile: l’obbligo è generalizzato e comporta l’adeguamento immediato dei processi di tracciabilità.
Perché questa fase richiede massima urgenza
L’ultimo scaglione non rappresenta un’opzione differita, ma un obbligo legislativo che completa il quadro di attuazione nazionale. Terminato il periodo utile, tutte le aziende che operano con rifiuti pericolosi dovranno essere pienamente operative nel sistema, senza eccezioni.
Considerando che dal 13 febbraio 2026 entrerà in vigore anche l’obbligo di gestione dei formulari digitali, l’iscrizione al RENTRI diventa il prerequisito per utilizzare servizi, applicativi, certificati di firma e flussi che regolano l’intera movimentazione dei rifiuti pericolosi.
Il rischio di non rispettare le scadenze è duplice: sanzioni economiche e impossibilità operativa, con ripercussioni su trasporti, conferimenti e rapporti con i gestori di impianto.
Cosa comporta l’iscrizione per i produttori coinvolti
Per le aziende chiamate ad aderire in questo ultimo scaglione, l’iscrizione al RENTRI è il punto di partenza per l’adeguamento tecnologico e documentale.
Una volta completata, diventa possibile e necessario:
- utilizzare i servizi digitali per la compilazione del registro cronologico;
- accedere ai sistemi di interoperabilità che dialogano con i software gestionali;
- predisporre gli strumenti necessari per l’emissione dei formulari digitali;
- dotarsi delle soluzioni di firma previste, come il certificato di firma remota RENTRI;
- preparare gli operatori che dovranno firmare e aggiornare la documentazione in mobilità.
L’adempimento non si limita quindi a un semplice atto formale, ma rappresenta l’ingresso in un nuovo modello di gestione dei rifiuti più tracciabile, standardizzato e verificabile.
Ultimo scaglione RENTRI: effetti sulla gestione quotidiana dei rifiuti pericolosi
A partire da questo ultimo scaglione, tutte le movimentazioni di rifiuti pericolosi saranno integrate nel sistema telematico nazionale. Questo significa che ogni operatore coinvolto (produttore, trasportatore e destinatario) dovrà poter lavorare in modalità digitale e rispettare le tempistiche di trasmissione dati.
La piena operatività dipenderà dalla preparazione interna: formare gli addetti, aggiornare le procedure, testare gli strumenti e verificare la compatibilità dei propri software sono passi indispensabili per evitare rallentamenti a partire dal 2026. In alternativa, sarà possibile semplificare le operazioni delegando le attività a un consulente esterno.
ATTENZIONE: cosa fare subito per non arrivare in ritardo?
L’ultimo scaglione RENTRI richiede azioni rapide. È fondamentale procedere con l’iscrizione non appena il sistema apre la finestra dedicata, per poi predisporre tutte le attività successive con il tempo necessario.
Un’attenta verifica della propria classificazione aziendale, delle unità locali e dei ruoli degli operatori interni permette di accelerare il processo e ridurre il rischio di discrepanze nei dati trasmessi. È inoltre consigliabile simulare i flussi operativi utilizzando l’ambiente demo, già disponibile, così da arrivare pronti ai cambiamenti tecnici e normativi previsti per l’inizio del 2026.
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